Ibrido Hyundai, l’utile e il dilettevole

Ibrido Hyundai, l’utile e il dilettevole

La questione, oltreché tecnica, incide direttamente sull’esperienza di guida. Perché, di strade per realizzare un sistema ibrido – e ibrido plug-in – ve ne sono più d’una. Hyundai sposa una corrente “filosofica” di estrazione europea, per così dire. E ripaga non solo per l’efficienza complessiva ma, soprattutto, per il feeling che offre al volante.

Dapprima con Hyundai Ioniq, poi con il crossover Kona Hybrid, fino ad arrivare al nuovo suv Hyundai Santa Fe di prossima introduzione, il marchio coreano ha scelto di centrare l’efficienza ricorrendo a un sistema full hybrid composto da un motore termico, benzina da 1.6 litri, ad alta efficienza per il rendimento termico ottenuto – pari al 40%

Schema di scuola europea, l’ibrido parallelo, poiché soluzione in voga soprattutto tra alcune case costruttrici europee, perlopiù premium. L’inserimento del motogeneratore elettrico sulla linea di trazione avviene mediante una frizione, elemento cruciale di una gestione elettronica che decide in base alla modalità di guida quando apportare la spinta del motore elettrico a supporto del motore termico. Nel vano motore, accanto al propulsore benzina, l’elettronica di potenzae i cavi elettrici ad alta tensione rappresentano una firma subito visibile dell’ibrido.

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